

Sedici.

Gli Stati Uniti.
nella prima met dell'Ottocento.


66. Andrew Jackson e lo spirito dell'Ovest.

Da: A. Nevins-H. S. Commager, Storia degli Stati Uniti, Einaudi,
Torino, 1960.

Andrew Jackson, avvocato, mercante, generale, leader tipico
dell'Ovest e della frontiera americana, vinse le elezioni per la
presidenza degli Stati Uniti nel 1828 con l'effetto, come
affermano i due storici statunitensi Allan Nevins e Henry Steele
Commager autori di questo brano, di un movimento sismico. Dopo
essere salito al potere egli cerc di applicare quei principi che
ne avevano da sempre alimentato l'azione: l'aspirazione ad una
maggiore democratizzazione politica ed economica degli USA e
l'avversione ostinata nei riguardi dei banchieri e dei finanzieri
delle citt dell'Est. Quando si tratt di difendere i
provvedimenti governativi dalle pretese particolaristiche dei
singoli stati, egli si mostr ugualmente risoluto e non esit, per
salvaguardare l'Unione, ad usare pressioni politiche ed anche la
forza militare.


Le elezioni del 1828, nelle quali i jacksoniani sconfissero Adams
[John Quincy Adams, presidente dal 1825 al 1829] e i suoi
sostenitori, furono come un movimento sismico. Gli umori erano
talmente eccitati che il nuovo presidente eletto, Jackson, al suo
arrivo a Washington, si rifiut di rendere la consueta visita di
dovere al presidente uscente, e Adams non volle recarsi in
carrozza al Campidoglio insieme al suo successore.
L'insediamento di Jackson fu considerato per lungo tempo come
l'inizio di una nuova ra nella vita americana; il paese non ne
aveva visto mai uno simile; e a Washington esso fu paragonato
all'invasione di Roma da parte dei barbari. Daniel Webster [uomo
politico americano] scrisse che gi molti giorni prima la citt
era piena di speculatori, di cacciatori di prebende, di uomini
politici esultanti e di gente semplice dell'Ovest e del Sud.
Alcuni avevano percorso cinquecento miglia per vedere il loro eroe
diventato presidente e parlavano come se il paese fosse stato
salvato da un terribile pericolo; quando si accalcavano nelle
strade, gridando Viva Jackson!, molti erano cos turbolenti da
costringere la gente per bene a farsi indietro. [...].
Andrew Jackson fu uno dei pochi presidenti che, col cuore e con lo
spirito, siano stati del tutto per la gente comune. Essa gli
piaceva e gli ispirava fiducia, anche perch lui apparteneva a
essa. Era nato nella pi estrema indigenza. Suo padre, scozzese
dell'Ulster, un povero venditore di stoffe di origine scozzese,
emigrato dall'Ulster nella Carolina del Nord dove aveva una
piccola fattoria, era morto prima della nascita di Andrew. Sua
madre divenne allora modesta massaia in casa di un cognato.
Cresciuto tra privazioni e difficolt, vestito di modesta
flanella, debole e nervoso, il ragazzo fu probabilmente soggetto a
continue umiliazioni; e questo complesso d'inferiorit pu aiutare
a comprendere il suo carattere esplosivo, la sua acuta
sensibilit, la simpatia che nutr sempre per gli oppressi, e la
sua ambizione. Partecip, adolescente, alla guerra della
Rivoluzione, che cost la vita a due dei suoi fratelli e a sua
madre, che mor a Charleston mentre faceva l'infermiera. A
quattordici anni Jackson rimase solo al mondo.
Sotto l'influsso in parte dell'ambiente di frontiera in cui
viveva, in parte della sua sfortunata esperienza personale,
Jackson nutriva viva diffidenza per le organizzazioni
capitalistiche dell'Est. Dopo aver studiato legge, si rec nel
Tennessee, dove tent di farsi strada; acquist e vend terreni,
commerci in cavalli e in schiavi, e per qualche tempo tenne un
negozio di generi diversi, poich in quella zona un avvocato era
costretto a commerciare, dato che molte parcelle gli venivano
pagate con pelli d'orso, cera vergine, cuoio, cotone o terreni.
Nel 1798 egli comper a Filadelfia merci per circa 7000 dollari,
ma per pagarle dovette vendere terreni a un mercante, le cui
cambiali (avvallate da Jackson) caddero in protesto. Ci gli
accoll un grave debito che pag; ma gli rimase l'impressione che
il sistema finanziario dell'Est avesse in certo modo fatto di lui
una vittima. Come avvocato, piantatore e negoziante di frontiera,
impar inoltre che l'Est esercitava un assoluto predominio su gran
parte del commercio dell'Ovest. Jackson doveva vendere il suo
cotone, il suo granturco e i suoi maiali a New Orleans e comprare
a Filadelfia generi diversi per il suo negozio in Nashville. In
entrambe le citt il mercato era fluttuante; poteva darsi che
quando inviava ordinazioni a Filadelfia i prezzi salissero alle
stelle e che, quando spediva i suoi prodotti gi per il
Mississippi, addirittura rovinassero. Nell'uno come nell'altro
caso, mentre coloro che controllavano il credito si arricchivano,
lui e i suoi simili non sapevano come fare a sbarcare il lunario.
Ci ispir odio e diffidenza per le banche, quella diffidenza che
caratterizz poi sempre l'Ovest. La potenza del denaro - pensava
Jackson - costava troppo cara per i servigi che rendeva; era
mostruoso, in fin dei conti, che banchieri che se ne stavano
comodamente a Filadelfia e a New York dovessero avere il potere di
rovinare la laboriosa gente del Tennessee.
Jackson aveva, infine, la fede dell'Ovest che l'uomo comune sia
capace di gesta non comuni. Gli uomini dell'Ovest credevano,
infatti, che uno che sapesse comandare una compagnia di milizia,
dirigere una piantagione e fare un bel discorso elettorale fosse
adatto a qualsiasi ufficio; e non condividevano affatto l'idea che
i grossi vantaggi della vita pubblica dovessero essere riservati
agli uomini ricchi, bennati e istruiti. Secondo loro, un ardito
cacciatore aveva gli stessi diritti a tali vantaggi di un laureato
di Harvard; n avevano tutti i torti se pensavano cos. Mentre nel
Tennesse Jackson combattendo contro gli Indiani - sua moglie
fumava una pipa fatta con una pannocchia di granturco e
pronunziava male le parole -, riceveva una preparazione che ne
faceva un grande capo nazionale, nell'Illinois veniva su uno
spilungone spaccalegna, completamente ignaro dei modi da salotto e
delle coniugazioni latine, ma destinato a salvare un giorno
l'Unione [si trattava del futuro presidente Abraham Lincoln].
Jackson aveva veduto gli abitatori della foresta sconfiggere i
veterani di Wellington [Arthur Wellesley duca di Wellington,
politico e militare inglese vincitore a Waterloo contro
Napoleone]; aveva veduto uomini fattisi da s, come Benton e Clay,
dominare il Congresso; conosceva le meravigliose energie
dell'Ovest e la forza di carattere dei suoi uomini. Ecco come si
posson riassumere in poche parole le sue idee: fede nell'uomo
comune; credenza nell'eguaglianza politica e nell'eguaglianza di
possibilit economiche; odio contro i monopoli, i privilegi e i
maneggi della finanza capitalistica.
Due principali elementi potevano distinguersi nell'eterogeneo
Partito democratico di Jackson. La maggior parte di esso era
costituita dagli elettori agrari dell'intera nazione, da pionieri,
agricoltori, piccoli piantatori e bottegai di provincia. L'Ovest
transallegano [al di l dei monti Allegheny], che nel 1830
comprendeva circa un terzo della popolazione, si distingueva per
il suo spiccato spirito nazionale, perch i nuovi territori
avevano molto meno spirito generale e pi attaccamento all'Unione
dei tredici stati originari. Nell'Ovest si considerava inoltre
come gi concessa l'eguaglianza politica, poich ogni bianco
adulto poteva votare e ottenere cariche, mentre nell'Est le
limitazioni al diritto di voto sopravvissero a lungo e il
movimento per abolirle veniva denunziato con orrore da
conservatori come Webster (Massachusetts), James Kent (cancelliere
del New York) e John Marshall (Virginia). Ma Alabama e Missouri,
Indiana e Illinois concedevano il voto a ogni bianco.
L'Ovest desiderava poi una forma diretta di democrazia. I seguaci
di Jackson condannavano il vecchio sistema di nominare i candidati
alla presidenza mediante conciliaboli del Congresso; e
propugnavano quel nuovo sistema di assemblee (convenzioni),
procedenti direttamente alla nomina, introdotto poi
definitivamente nel 1836. Essi preferivano giudici eletti a
giudici nominati. Infine, i rurali dell'Ovest avevano un intero
elenco di nuove rivendicazioni politiche: non volevano istituzioni
bancarie controllate dall'Est, favorivano il debitore contro il
creditore, odiavano tutto quanto somigliasse a un monopolio -
dalle patenti concesse alle banche e alle compagnie di navigazione
ai diritti di brevetto - e aspiravano ad acquistare terre
pubbliche a buon mercato e a facili condizioni.
L'altro fondamentale elemento della democrazia jacksoniana era
costituito dalla massa dei lavoratori delle grandi e piccole citt
dell'Est. Stimolate dall' embargo, dalla guerra del 1812
[combattuta contro l'Inghilterra] e dai dazi protettivi, le
industrie cominciarono a svilupparsi, sia nella Nuova Inghilterra
sia negli stati del Centro; la valle del Merrimack e la zona di
Providence [Rhode Island] diventarono fiorenti centri tessili. Nel
1830 le fabbriche di Lowell (Massachusetts) impiegavano circa
cinquemila operai, mentre la maggior parte dei duecentomila
abitanti di New York era impegnata nelle fabbriche e nei cantieri
navali. A moltissimi immigrati - Inglesi, Irlandesi, Tedeschi - il
Partito democratico appariva pi congeniale di quello whig. Le
nuove classi lavoratrici trasformarono di colpo New York da
federalista in democratica, e fecero di Filadelfia e Pittsburgh
centri di fede jacksoniani. Costituirono poi molte unioni (in
origine chiamate d'ordinario associazioni operaie), che,
condotte da capi come il fiero William Leggett, attaccarono i
tribunali reazionari che punivano gli scioperi con le vecchie
leggi contro la cospirazione e applaudirono invece calorosamente
Jackson, quando nel 1836 introdusse nei cantieri nazionali la
giornata lavorativa di dieci ore (nelle fabbriche del
Massachusetts gli uomini lavoravano allora dodici o quattordici
ore il giorno, per cinque dollari la settimana).
Giunto al potere, Jackson mise vigorosamente in pratica le sue
idee principali. Criticando il modo col quale il Congresso votava
le leggi per finanziare strade e canali locali, col suo veto di
Maysville - contrario alla costruzione di una strada da Maysville
a Lexington (Kentucky) - si oppose energicamente a che il Tesoro
fosse depauperato. Ag poi energicamente contro la Carolina del
Sud quando essa cerc di abolire i dazi protettivi del 1828; e,
nel 1830, durante un banchetto per l'anniversario della nascita di
Jefferson [Thomas Jefferson, presidente dal 1801 al 1809],
guardando fisso negli occhi Calhoun, il capo politico di quello
stato, pronunzi il suo immortale brindisi: La nostra Unione deve
essere conservata. Visto che la Carolina del Sud perseverava
nella sua ostinata opposizione, mostr di aver parlato sul serio,
inviando il generale Scott e una squadra navale a Charleston e
pubblicando un proclama in cui dichiarava: Separazione con la
forza armata  tradimento. Era gi pronto a far impiccare
Calhoun, se necessario; e pi tardi ebbe a pentirsi di non averlo
fatto. In un magistrale discorso al Senato, Daniel Webster
annichil il principale rappresentante della Carolina del Sud,
Robert Y. Hayne; e la sua perorazione finale: Libert e Unione,
ora e sempre, unite e inseparabili! divenne un grido di raccolta
nazionale. Alla fine la Carolina meridionale, incapace di
coalizzare tutto il Sud, rinunzi all'abrogazione dei dazi quando
Henry Clay, sempre amico della pace, riusc a condurre in porto un
compromesso per la loro riduzione.
Jackson combatt una disperata e vittoriosa battaglia contro la
seconda Banca degli Stati Uniti, terminando con l'abbattere quella
cittadella della finanza e del potere monopolistico dell'Est. Il
suo direttore, l'abile Nicholas Biddle, era appoggiato da Henry
Clay e dai whigs. Nel complesso la Banca era stata ben diretta e
aveva anche reso notevoli servigi alla nazione; ma Jackson oppose
ostinatamente il suo veto al progetto di legge di riconferma della
patente. Poi, ritirando dalla banca i depositi governativi, li
affid ai pi importanti istituti bancari regionali, che vennero
cos ad assumere le funzioni dell'istituto centrale. Di fatto, la
Banca si era immischiata nella politica, costituendo altres un
monopolio privato che aveva illecitamente arricchito piccoli
gruppi di privilegiati. L'opinione pubblica sostenne Jackson; e
sebbene egli dovesse lottare duramente per assicurarsi l'appoggio
di tutto il suo partito, riusc a spuntarla.
Anche nella politica estera Jackson ag con fermezza e
risolutezza. Avendo la Francia sospeso i pagamenti dovuti agli
Stati Uniti per certe obbligazioni, consigli il sequestro di beni
francesi: provvedimento che ottenne l'effetto voluto. Quando il
Texas si ribell contro il Messico e chiese di essere annesso agli
Stati Uniti, assunse saggiamente un'attitudine di attesa. Al
termine del secondo mandato presidenziale (1833-1837), Jackson
nulla aveva perduto della sua vasta popolarit.
